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REGOLE E PROSPETTIVE PER UNA DEMOCRAZIA LIBERALE
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Modena
27 maggio ore 20,45
Auditorium "Giorgio Fini"
Confindustria Modena
Via Bellinzona 27/a
INTRODUCE
Vincenzo Olita
Direttore Società Libera
NE DISCUTONO
Stefania Fuscagni
Professore di Storia Antica
Università di Firenze
Presidente di Società Libera
Giovanni Giorgini
Professore di Filosofia Politica
Università di Bologna
Università di Chicago
Piero Ostellino
Editorialista Corriere della Sera
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LIBERALIZZAZIONI.
CRISI DI UN MODELLO IN UN PAESE IN CRISI
11° Rapporto di Società Libera sul processo di liberalizzazione
della società italiana
HOTEL HELVETIA & BRISTOL
Via dei Pescioni, 2 – FIRENZE
giovedì 20 giugno ore 18,30
INTRODUCE
Stefano Rossini
Società Libera Firenze
NE DISCUTONO
Gabriele Canè
Direttore de “La Nazione”
Stefania Fuscagni
Presidente Società Libera
Giovanni Gentile
Editore Presidente Fondazione Florens
Andrea Marcucci
Presidente Commissione Cultura del Senato
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Il liberalismo e l’arbitrio del principe
di Marco Ponti
Il termine “principe” deriva da una locuzione
economica (ed ironica) sulla delega cieca allo Stato di molte scelte,
che suona nella sua interezza “il principe benevolo e onnisciente”.
Infatti la delega deve assumere entrambe queste connotazioni: lo Stato
deve conoscere perfettamente i problemi, ed essere orientato nella sua
azione solo al nostro benessere. L’evidente irrealtà di questa assunzione
ha generato le maggiori scuole di pensiero liberali, con diverse sfumature,
dallo “stato minimo”, ai meccanismi di separazione dei poteri, alla
costituzione sistematica di autorità indipendenti (teoria della regolazione
ecc.), alle fantasie grilline di democrazia diretta via web.
Continua
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IL MANIFESTO LIBERALE SUL CRIMINE ORGANIZZATO
Il rapporto tra Stato e criminalità si è sviluppato all’interno del
binomio “troppo stato” - “poco stato”. Da una parte il “troppo stato”
ha contribuito ad alimentare le organizzazioni criminali attraverso
la spesa pubblica, l’elefantiasi degli apparati burocratici e la complessità
della regolazione normativa, dall’altro il “poco stato” ne ha sviluppato
il ruolo di mediazione dei conflitti.
Il controllo penale non basta; se resta solo, fa funzioni di supplenza
alla mancanza di una efficace attività di prevenzione. Questa dovrebbe
passare per una robusta deregolazione della presenza dello Stato nelle
sue articolazioni burocratiche e regolative, una costante e massiccia
pratica della legalità, dove dovrebbero costituire comportamenti esemplari
proprio quelli degli apparati politico- burocratici, unitamente ad una
maggiore etica della responsabilità individuale e collettiva da parte
della dirigenza del Paese nel suo insieme.
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LA CRISI GLOBALE
di Alberto Martinelli
Le ricostruzioni della attuale crisi finanziaria globale e della
connessa recessione economica sono ormai numerose e esaurienti. Basti
citare per tutte il ponderoso Rapporto finale sulla crisi finanziaria
della Commissione nazionale di indagine (The Financial Crisis Inquiry
Report, 2011) istituita dal Fraud Enforcement and Recovery Act del Congresso
USA,firmato dal presidente Obama nel maggio 2009. Le conclusioni della
Commissione concludono che la crisi si poteva evitare e attribuiscono
gravi responsabilità all’eccesso di liquidità favorito dalle autorità
monetarie, alla mancanza di regolazione e supervisione delle attività
finanziarie da parte delle istituzioni di governo, alle carenze di corporate
governance, gestione dei rischi e trasparenza degli operatori finanziari,
alla politica del credito facile e degli investimenti rischiosi dei
nuovi prodotti finanziari come i derivati, agli ostacoli posti dalle
agenzie di rating, al generale abbassamento degli standard etici.
[... continua >>>]
APPELLO AL PARLAMENTO EUROPEO
Roma, 22 ottobre 2011
Al Signor Presidente del Parlamento Europeo
Agli Onorevoli Parlamentari
L’Associazione italiana di cultura liberale Società Libera, il Partito
Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, la Federazione dei
Paesi Asiatici per i Diritti dell’Uomo, il Partito Democratico Cinese,
il Comitato Vietnam per la Difesa dei Diritti dell’Uomo e le Comunità
Vietnamita, Birmana, Cabindese, Cinese, Tibetana, Iraniana, Laotiana,
Cambogiana, Siriana, Uyghura d’Europa e tante altre il 22 ottobre hanno
dato vita alla IV Marcia Internazionale per la Libertà delle Minoranze
e dei Popoli Oppressi, iniziativa silenziosa che si è svolta contemporaneamente
a Roma, Berlino e Parigi, nella convinzione che l’Occidente debba scuotersi
e mobilitarsi concretamente per denunciare la mancanza di libertà di
cui soffrono Persone, Popoli e Minoranze, non ultima quella cristiana.
Malgrado le iniziative dedicate quotidianamente a questo tema dalla
società civile, assistiamo ad un peggioramento della situazione: i diritti
individuali sono repressi sistematicamente in più di un quarto dei Paesi
membri dell’ONU e nei rapporti internazionali essi sono sempre subordinati
agli aspetti economici. A centinaia di milioni di uomini è negato il
diritto di libertà personale,di parola, di pensiero, di religione e
di autodeterminazione.
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AL MERCATO DELLA RESPONSABILITA’
di Ralf Dahrendorf
Chi nel 2009 parla "della crisi" non ha bisogno di spiegare aI suoi
lettori o ascoltatori di che cosa si tratti. E le spiegazioni del crollo
socio-economico sono così varie quanto le reazioni alla crisi stessa.
Vanno dal troppo specifico al troppo generale e confondono più di quanto
non spieghino.
All'estremità ultraspecifica di queste spiegazioni vi è la tesi che
tutto quanto è successo nell'economia mondiale dallo scorso settembre
è riconducibile alla decisione del Governo americano di non proteggere
la banca Lehman Brothers dall'insolvenza.
... continua >>>
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