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SOCCOMBE LA LIBERTA' INDIVIDUALE

QUANDO SI INCONTRANO DOMANDA E OFFERTA
Benefici ed effetti perversi

di Luigi Caramiello
Quella relativa all'incontro fra domanda e offerta di merci, di beni, servizi è una questione che turba da sempre il sonno non solo degli economisti, ma anche di vari adepti di altre discipline. Si tratta di un tema inerente, nella sostanza, alla disponibilità di "informazioni" di cui dispone l'attore, all'interno del meccanismo negoziale e in generale riguardo a tutte le dinamiche di scambio sociale. Ora, le trasformazioni che stanno investendo in modo impetuoso il contesto societario, hanno delle conseguenze che mettono seriamente in discussione alcuni aspetti fondamentali dello scenario concettuale nel quale si sono strutturate le scienze sociali. Vorrei fare qualche esempio.

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PERVERSIONE FISCALE

di Pietro Di Muccio de Quattro
Secondo notizie di stampa, studiosi di diversa estrazione hanno messo nero su bianco delle proposte miranti ad introdurre “le tasse legate all’età”, come felicemente le ha battezzate il Corriere della Sera. Alla base c’è l’idea perversa di discriminare i contribuenti secondo la data di nascita. Non so se si tratti di una novità assoluta nel mondo. In materia di tributi non si può mai dire, perché nel corso della storia i governanti hanno tassato tutto il tassabile, con una fantasia tanto incontenibile quanto imprevedibile. Ma in Italia, che pure conosce addirittura la tassa sull’ombra e la tassa sulla tassa, credo proprio di sì. Ed è l’ennesima prova che il Governo e di conseguenza l’Italia sono alla disperazione, sebbene (sebbene!) nell’ultimo anno le entrate fiscali siano aumentate del 3,3%, superando i 450 miliardi.

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POPULISMO

di Nicola Matteucci
E’ fatto di idee semplici e passioni elementari, in radicale protesta contro la tradizione e contro quella cultura e quella classe politica che ne è l’espressione ufficiale. Con il populismo si coagula una nuova sintesi politica che non può essere definita, secondo il comune linguaggio parlamentare, conservatrice o progressista perché supera e mantiene ambedue le posizioni affermando, da un lato una volontà autoritaria, che nella fretta del fare, è sempre insofferente degli impacci e delle remore imposte dalle procedure costituzionali di una democrazia moderna, e dall’ altro, quando arriva al potere manipola le masse con slogan genericamente rivoluzionari.

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SE PAOLO GENTILONI FOSSE UNO STATISTA

di Pietro Di Muccio de Quattro
Statista è il politico che guarda lontano e mira agl’interessi duraturi della nazione anziché ai suoi propri o del proprio partito.
Ogni politico, tuttavia, e specialmente il politico di razza, è attaccato al potere perché sente d’essere indispensabile a perseguire gl’interessi che, in testa a lui, sono essenziali e irraggiungibili senza l’opera sua. Quindi il politico in generale sta sempre in bilico tra il fare e cadere e il non fare e durare. Paolo Gentiloni ha avuto la fortuna (la fortuna è una virtù estrinseca dell’uomo politico!) di raccogliere il governo dalle mani del popolo che ha bocciato Renzi e dalle mani di Renzi stesso. Ma finora non ha dato segni di cosa volerne e volersene fare. Sta galleggiando. Continuando il galleggiamento, passerà alla piccola storia d’Italia come uno dei tanti presidenti del Consiglio provvisoriamente insediati a Palazzo Chigi. Chi glielo fa fare? Ha raggiunto una cima alla quale, sembra, non avesse mai neppure guardato. Perché campicchiare? Forse per non scontentare nessuno e posizionarsi sulla linea di partenza per la corsa al Quirinale, sempre aperta? Forse per timore di insospettire il suo mentore? Oppure di nuocere al suo partito?

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BEAUTIFUL IN CAMPIDOGLIO

di Vincenzo Olita
Mezzi di comunicazione, politici, osservatori ed analisti si affannano a prendere posizioni sulla beautiful romana, informazione e movimento 5 stelle si scontrano su analisi e considerazioni di livello politico molto modesto. Non avendo gran considerazione per entrambi i contendenti, sottolineiamo che critici e difesa si affannano tanto, ma a sproposito rispetto al nocciolo del problema che consiste nell'avventurismo della Brooke capitolina.
Di politico resta solo da valutare la capacità strategica dei grillini nel tirarsi fuori, salvando bandiera ed onore, da un pesante pasticcio creato da un' improponibile selezione della loro classe dirigente. I giornalisti, sulla scia delle polemiche, parlano di liste di proscrizione, ergendosi ad indispensabile cerniera democratica, Rai news 24, con brillante capacità di analisi, paragona la posizione dei grillini a quella di Trump.

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IL PAREGGIO DI BILANCIO E LA VERITA’ STORICA

di Pietro Di Muccio de Quattro
La verità è che ciò che fa dell’Italia la schiava di Bruxelles, nonché di se stessa, non è il pareggio di bilancio, ma il debito pubblico, ben superiore a quello pur iscritto nel bilancio dello Stato.
Il pareggio di bilancio fu voluto da Einaudi ed inserito nella Costituzione del 1948; purtroppo la politica interpretò a comodo suo l’espressione “mezzi per far fronte alle spese”, che significava “niente spese a debito”, e stabilì che “mezzi” significasse non solo tributi, ma anche cambiali pubbliche.

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BANCHE, SOLUZIONI SOLO GLOBALI

di Mario Lettieri, Paolo Raimondi
Di fronte alle crisi bancarie che investono di volta in volta differenti Paesi della zona euro, la cosa peggiore, e suicida, che l'Unione europea possa fare sarebbe di trattarle come mere questioni nazionali. Oggi sembra toccare all'Italia, domani chissà. Ne è prova il fatto che le autorità preposte, a cominciare dalla Banca centrale europea, dalle banche centrali nazionali e dalla Commissione europea, navigano a vista, senza una chiara politica.
Non si tratta, infatti, di tamponare gli effetti finanziari ed economici della grande crisi globale, ma di approntare misure che neutralizzino in modo definitivo la finanza della speculazione senza regole e che rimettano in moto lo sviluppo produttivo.

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LA VIRTU’ DEI PARLAMENTI

“La moltitudine odierna delle leggi nuove, il moltiplicarsi quotidiano di migliaia di leggi, decreti, regolamenti, ordini, ha fatto sì che la parola legge non ha più alcun senso, che la legge è diventata un arbitrio, che la legge non è più una norma generale applicabile in modo duraturo a tutti, ma una regola arbitraria, creata volta per volta a regolare il caso singolo: la legge non è più ordine, certezza di vita, ma disordine, fomento di incertezza.. La virtù dei Parlamenti non consiste nel legiferare, ma nel discutere. Discutendo si vede che nove volte su dieci le proposte nuove sono erronee, sono riproduzioni di vecchi errori, di vecchie esperienze passate. La discussione ne mette in luce l’inconsistenza e fa andare a fondo. La virtù dei Parlamenti non si misura dal numero delle leggi approvate ma da quello delle proposte di legge abortite lungo il faticoso cammino della pubblica discussione.”

Luigi Einaudi

RIFLESSIONI SULL’IPOTESI DI UN'EUROPA FEDERALE

di Marco Antonio Patriarca

Federalisti delusi

I federalisti vecchi e nuovi, quelli che hanno riempito di volantini le piazze e le università del Movimento Federalista negli anni ’60 e ’70 e i più autorevoli suoi sostenitori (Schumann, Coty, Chaban Delmas, Salvemini, Ruffini, La Malfa, Spaak, Kohl, inclusi Lothian, Keynes, Robbins, Adenauer, Genscher, Kohl e molti altri) che hanno tutti combattuto per l'ipotesi di un’unificazione politica federalista dell’ Europa, sono scomparsi.
Nel trattato di Maastricht (1992) e soprattutto in quello di Lisbona (2007), dopo il cocente fallimento del mostro costituzionale precedente di un decennio (‘94-‘95), bocciato da tutti gli europei che sono stati direttamente interpellati, nessuno sembra aver fatto tesoro della lezione; e in quei trattati non si trova un solo rigo sulla ipotesi federalista per l' Europa. Gli alti responsabili delle sorti dell' Unione...

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Guardia alta contro le mafie

di Vincenzo Olita
Le mafie esistono, sono una realtà una seria realtà si muovono coerentemente con i propri criminosi obiettivi, fanno il loro lavoro.
Ma siamo altrettanto certi di attermare le stesse cose sul contrasto da parte dello stato e delle sue articolazioni periferiche? Questo in sintesi l'interrogativo posto da Società Libera nel volume che contempla, tra gli altri, saggi del Prefetto Luigi De Sena, del Criminologo Ernesto Savona, del Ministro Maria Carmela Lanzetta e del Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti.

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IL MANIFESTO LIBERALE SUL CRIMINE ORGANIZZATO

Il rapporto tra Stato e criminalità si è sviluppato all'interno del binomio 'troppo stato' - 'poco stato'. Da una parte il 'troppo stato' ha contribuito ad alimentare le organizzazioni criminali attraverso la spesa pubblica, l'elefantiasi degli apparati burocratici e la complessità della regolazione normativa, dall'altro il 'poco stato' ne ha sviluppato il ruolo di mediazione dei conflitti.

Il controllo penale non basta; se resta solo, fa funzioni di supplenza alla mancanza di una efficace attività di prevenzione. Questa dovrebbe passare per una robusta deregolazione della presenza dello Stato nelle sue articolazioni burocratiche e regolative, una costante e massiccia pratica della legalità dove dovrebbero costituire comportamenti esemplari proprio quelli degli apparati politico-burocratici, unitamente ad una maggiore etica della responsabilità individuale e collettiva da parte della dirigenza del Paese nel suo insieme.

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AL MERCATO DELLA RESPONSABILITA'

di Ralf Dahrendorf
Chi nel 2009 parla "della crisi" non ha bisogno di spiegare aI suoi lettori o ascoltatori di che cosa si tratti. E le spiegazioni del crollo socio-economico sono così varie quanto le reazioni alla crisi stessa. Vanno dal troppo specifico al troppo generale e confondono più di quanto non spieghino.
All'estremità ultraspecifica di queste spiegazioni vi è la tesi che tutto quanto è successo nell'economia mondiale dallo scorso settembre è riconducibile alla decisione del Governo americano di non proteggere la banca Lehman Brothers dall'insolvenza.

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Proposte Editoriali


MANIFESTO DELLA LIBERTA'

Il movimento culturale "Società Libera" considera essenziali per un efficace sviluppo della comunità i tre parametri che hanno contraddistinto il cammino della Democrazia e del Liberalismo: libertà responsabilità individuale, uguaglianza delle opportunità
Convinto che sia la difesa della libertà individuale ciò che caratterizza il Liberalismo, ritiene che si abbia una politica liberale ogni qualvolta venga presa una misura che ampli la possibilità di scelta dell'individuo.
Contrariamente agli statalisti di tutti gli schieramenti, sostiene che l'economia di mercato debba difendere la più diffusa proprietà privata dei mezzi di produzione.

"Chi possiede tutti i mezzi stabilisce tutti i fini" F.A.von Hayek

IL MOVIMENTO DI OPINIONE
"SOCIETA' LIBERA"

PROPONE

1. L'abolizione dell'obbligo di iscrizione agli ordini professionali.

2. L'abolizione delle licenze di commercio e la loro sostituzione con un esame di idoneità.

3. L'abolizione degli articoli della Costituzione: 1, 41 (fini sociali dell'impresa), 43 (utilità generale dell'impresa), 59 (senatori a vita).

4. L'abolizione delle 'liste bloccate' nelle elezioni regionali.

5. L'abolizione del valore legale del titolo di studio.

6. L'abolizione dei concorsi e la libera scelta dei professori da parte delle singole università

7. L'obbligo, per lo Stato e gli Enti Locali, di smobilitare le partecipazioni azionarie nelle imprese.

8. La valutazione delle nomine dei membri delle Autorità di Garanzia da parte di un "public contest".

9. La privatizzazione di due reti Rai, mantenendo una rete di servizio pubblico.

10. L'obbligo per le testate giornalistiche di riportare la composizione delle quote di partecipazione finanziaria nell'impresa editoriale.

11. Un limite al cumulo delle partecipazioni societarie nelle imprese editoriali, intese come stampa e radiotelevisione.

12. L'abolizione del prelievo automatico, dalla busta paga, delle quote sindacali.

13. L'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti

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