Calabria Campania Puglia Sicilia
SOCCOMBE LA LIBERTA' INDIVIDUALE

Il carattere strutturale della crisi

di Alberto Martinelli
la sua esplosione al centro del sistema capitalistico globale e il suo rapidissimo propagarsi dimostrano che essa è la manifestazione traumatica di alcune caratteristiche fondamentali del processo di globalizzazione che si è sviluppato negli ultimi trent’anni e, in particolare, della contraddizione fondamentale tra la crescente interdipendenza economico-finanziaria e la perdurante frammentazione politica (come argomento ampiamente in La democrazia globale, 2008). La finanza globale si è sviluppata a ritmi molto elevati, sfuggendo ai controlli dei governi nazionali anche a causa della generale erosione di sovranità nazionale provocata dai processi di globalizzazione; né i controlli nazionali sono stati rimpiazzati da alcun sistema di sorveglianza internazionale. L’economia globalizzata è un insieme di reti di interdipendenza globale che migliorano l’efficienza e la produttività, ma allo stesso tempo ne acuiscono la vulnerabilità e la fragilità.
Continua >>>
SOCIETÀ LIBERA CONDANNA L’AZIONE REPRESSIVA DEL GOVERNO CINESE, CHE IL 28 DICEMBRE SCORSO A HOTAN HA UCCISO 7 UYGHURI E NE HA ARRESTATI ALTRI, FRA I QUALI VARI MINORENNI.

IL GRUPPO STAVA TENTANDO DI ATTRAVERSARE IL CONFINE OCCIDENTALE DELLA CINA, PER SFUGGIRE ALLA REPRESSIONE RELIGIOSA. UNA DONNA DEL GRUPPO ERA STATA PRECEDENTEMENTE INCARCERATA PER AVER ASSISTITO A CORSI DI FORMAZIONE RELIGIOSA.
IN SEGUITO ALL’EPISODIO IL GOVERNO HA ARRESTATO PIÙ DI 30 ABITANTI DEI VILLAGGI CIRCOSTANTI, FRA I QUALI NUMEROSI PARENTI DEL GRUPPO FERMATO.

SOCIETÀ LIBERA, DIFENDENDO IL PRINCIPIO DI LIBERTÀ INTESA COME DIRITTO INDIVIDUALE E DI AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI, E COERENTEMENTE CON LA SUA CONCEZIONE DEL LIBERALISMO CHE RICONOSCE SUPREMAZIA E CENTRALITÀ ALLA PERSONA E AI SUOI DIRITTI NATURALI, AUSPICA CHE IL GOVERNO CINESE CESSI LA VIOLENTA AZIONE REPRESSIVA E CHE AL POPOLO UYGHURO SIA RICONOSCIUTO, ANCHE NEI FATTI, IL DIRITTO FONDAMENTALE ALLA LIBERTÀ RELIGIOSA.

APPELLO AL PARLAMENTO EUROPEO

Roma, 22 ottobre 2011

Al Signor Presidente del Parlamento Europeo
Agli Onorevoli Parlamentari

L’Associazione italiana di cultura liberale Società Libera, il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, la Federazione dei Paesi Asiatici per i Diritti dell’Uomo, il Partito Democratico Cinese, il Comitato Vietnam per la Difesa dei Diritti dell’Uomo e le Comunità Vietnamita, Birmana, Cabindese, Cinese, Tibetana, Iraniana, Laotiana, Cambogiana, Siriana, Uyghura d’Europa e tante altre il 22 ottobre hanno dato vita alla IV Marcia Internazionale per la Libertà delle Minoranze e dei Popoli Oppressi, iniziativa silenziosa che si è svolta contemporaneamente a Roma, Berlino e Parigi, nella convinzione che l’Occidente debba scuotersi e mobilitarsi concretamente per denunciare la mancanza di libertà di cui soffrono Persone, Popoli e Minoranze, non ultima quella cristiana.
Malgrado le iniziative dedicate quotidianamente a questo tema dalla società civile, assistiamo ad un peggioramento della situazione: i diritti individuali sono repressi sistematicamente in più di un quarto dei Paesi membri dell’ONU e nei rapporti internazionali essi sono sempre subordinati agli aspetti economici. A centinaia di milioni di uomini è negato il diritto di libertà personale,di parola, di pensiero, di religione e di autodeterminazione.
A conclusione dell’iniziativa del 22 ottobre, convinti che il Parlamento Europeo possa essere esempio autorevole tra le Istituzioni internazionali e centro propulsore di iniziative concrete per la salvaguardia dei Diritti Umani nel mondo, riteniamo necessario rivolgervi un Appello affinché vogliate istituire la

Giornata Europea per la Libertà delle Minoranze e dei Popoli oppressi.

Con questa iniziativa riteniamo che si possa coinvolgere le genti d’Europa nella difesa dei diritti umani, convinti che non basti più esprimere generiche solidarietà e preoccuparsi episodicamente per singole situazioni. E’ tempo che in Europa si riempiano le piazze di uomini e donne consapevoli.

continua >>>

AL MERCATO DELLA RESPONSABILITA’

di Ralf Dahrendorf
Chi nel 2009 parla "della crisi" non ha bisogno di spiegare aI suoi lettori o ascoltatori di che cosa si tratti. E le spiegazioni del crollo socio-economico sono così varie quanto le reazioni alla crisi stessa. Vanno dal troppo specifico al troppo generale e confondono più di quanto non spieghino.
All'estremità ultraspecifica di queste spiegazioni vi è la tesi che tutto quanto è successo nell'economia mondiale dallo scorso settembre è riconducibile alla decisione del Governo americano di non proteggere la banca Lehman Brothers dall'insolvenza.

... continua >>>

Proposte Editoriali





MANIFESTO DELLA LIBERTÀ

Il movimento culturale "Società Libera" considera essenziali per un efficace sviluppo della comunità i tre parametri che hanno contraddistinto il cammino della Democrazia e del Liberalismo: libertà, responsabilità individuale, uguaglianza delle opportunità.
Convinto che sia la difesa della libertà individuale ciò che caratterizza il Liberalismo, ritiene che si abbia una politica liberale ogni qualvolta venga presa una misura che ampli la possibilità di scelta dell'individuo.
Contrariamente agli statalisti di tutti gli schieramenti, sostiene che l'economia di mercato debba difendere la più diffusa proprietà privata dei mezzi di produzione.

"Chi possiede tutti i mezzi stabilisce tutti i fini"F.A.von Hayek

IL MOVIMENTO DI OPINIONE
"SOCIETA' LIBERA"

PROPONE

1. L'abolizione dell’obbligo di iscrizione agli ordini professionali.

2. L'abolizione delle licenze di commercio e la loro sostituzione con un esame di idoneità.

3. L'abolizione degli articoli della Costituzione: 1, 41 (fini sociali dell'impresa), 43 (utilità generale dell’impresa), 59 (senatori a vita).

4. L'abolizione delle “liste bloccate” nelle elezioni regionali.

5. L'abolizione del valore legale del titolo di studio.

6. L’abolizione dei concorsi e la libera scelta dei professori da parte delle singole università.

7. L’obbligo, per lo Stato e gli Enti Locali, di smobilitare le partecipazioni azionarie nelle imprese.

8. La valutazione delle nomine dei membri delle Autorità di Garanzia da parte di un "public contest".

9. La privatizzazione di due reti Rai, mantenendo una rete di servizio pubblico.

10. L'obbligo per le testate giornalistiche di riportare la composizione delle quote di partecipazione finanziaria nell’impresa editoriale.

11. Un limite al cumulo delle partecipazioni societarie nelle imprese editoriali, intese come stampa e radiotelevisione.

12. L’abolizione del prelievo automatico, dalla busta paga, delle quote sindacali.

Per leggere tutto il manifesto>>>

FIRMIAMO IL MANIFESTO

PARTECIPIAMO AL SONDAGGIO

ADERIAMO A SOCIETA' LIBERA

Benvenuto
siete il visitatore
190696