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SOCCOMBE LA LIBERTA' INDIVIDUALE

Società Libera presenta il volume

SUPERARE IL CAPITALISMO MUNICIPALE

Mercoledì 6 luglio ore 17,30

Senato della Repubblica
Sala in Santa Maria in Aquiro
Piazza Capranica, 72 – Roma

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DILEMMI DEL CAPITALISMO MUNICIPALE - IL CASO ACEA

di Roberto Falcone
Fra i nodi che il nuovo sindaco di Roma potrebbe decidere di affrontare vi è quello del Servizio Idrico Integrato. Il gestore del servizio, la società ATO 2 S.p.A., è più apprezzato dai suoi proprietari per i dividendi che distribuisce che dai cittadini per la qualità ed il costo del servizio. Poiché ambedue i candidati alla carica di sindaco sono di partiti che appoggiarono il SI al referendum del 2011 sull'acqua "Bene Comune", é possibile che la nuova giunta comunale si ponga l'obiettivo di riprendersi la proprietà di ATO 2, cioè "pubblicizzarla". Cosa non facile.

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IL GOVERNO SORVOLA SUL DRAMMA DEL DEBITO PUBBLICO

di Pietro Di Muccio de Quattro
In un terrificante articolo, che il ‘Corriere della Sera’ ha pudicamente confinato nel ‘Corriere economia’, Alberto Brambilla e Chiara Appolloni dimostrano per tabulas che o viene ridotto il debito pubblico o non c’è futuro per i giovani. Ma per la verità, aggiungo io e loro lasciano intendere, non ci sarà futuro per l’Italia intera. Invece, con ineffabile sfrontatezza, il primo ministro spande ottimismo e sembra in stato confusionale riguardo alle cifre, che egli manipola estrapolando i dati che gli si confanno e...

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A PROPOSITO DI BREXIT
UNA PROPOSTA PER L'EUROPA

di Marco A. Patriarca
Un ridotto numero di stati membri dell’ Unione Europea compatibili fra loro potrebbe costituirsi in “ Unione Federale Europea” e, in tale veste, entrare nella UE. Ciò le consentirebbe di mettere in campo in Europa un’autorità sovrana dotata di forza decisionale propria per gestire alcuni gravi problemi di impossibile realizzazione da parte dell’attuale Unione. Altri stati membri della UE potrebbero aderire successivamente al nuovo soggetto federale a certe condizioni.

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Nicolò Costa

Turismo e terrorismo jihadista

I valori liberali della vita mobile e i nuovi nemici della società aperta

Perché gli intellettuali “critici” hanno denigrato il turismo fino a paragonarlo al terrorismo? Perché le loro categorie di analisi ostacolano la comprensione del terrorismo jihadista? Quali sono i valori liberali della vacanza estiva che i fondamentalisti, non solo religiosi, e i terroristi disprezzano? Perché gli attacchi dell’11 settembre 2001, del 13 novembre 2015 e i molteplici luoghi dell’ospitalità e del tempo libero sono interni alla rivoluzione islamica iniziata con l’ayatollah Khomeini nel 1979 in Iran? Perché i valori liberali del nuovo ceto medio internazionale o delle vite mobili sono il più efficace contrasto al fondamentalismo e al terrorismo jihadista? Verranno dalle sempre più diffuse vite mobili, che viaggiano “tra” le città e “attraverso” le culture, i nuovi leader economici e politici cosmopoliti che sconfiggeranno i nuovi nemici della società aperta? Che cosa possono fare gli imprenditori dei piaceri per supportare le strategie politiche della prioritaria auto-immunità statale? Sul piano comunicativo, è possibile ridurre le asimmetrie informative tra promo-commercializzazione turistica e media eventi topofobici generati dai jihadisti? Quali linee d’azione, anche commerciali, possono essere intraprese dagli imprenditori dei piaceri e dai politici per spingere gli islamici a riforme interne e a rinnovarsi in funzione degli irrinunciabili valori liberali dell’Occidente? Il libro risponde a queste domande e fornisce diagnosi e possibili soluzioni. Si colloca perciò fuori dal coro conformista e razzista del politicamente corretto, del multiculturalismo e del radicalismo “critico”, che riconduce, in modo esasperato e unilaterale, le cause della rivoluzione islamica e del terrorismo jihadista alle colpe dell’Occidente.
Valorizza i piaceri materiali, inventati e praticati dalle vite mobili sul piano economico, sociale, culturale e quindi politico in quanto veicolo di valori liberali da difendere e diffondere anche presso il mondo islamico e tra gli immigrati. Nella convinzione che perfino chi è oggi fondamentalista o terrorista possa cambiare e abbandonare profezie e millenarismi, la causa religiosa dell’infelicità e dell’auto-distruzione a cui si sono convertiti i martiri del terrorismo auto-esplodente.

Nicolò Costa sociologo del turismo e dello sviluppo locale, consulente di enti locali e imprese che operano nell’ospitalità, nel turismo e nelle mobilità. Attualmente è Coordinatore del corso di laurea in Scienze del turismo presso l’Università di Roma Tor Vergata dopo aver ricoperto il ruolo di presidente del corso di laurea in Scienze del turismo e comunità locale presso l’Università di Milano Bicocca (2001-2005). Ha pubblicato saggi in italiano, inglese e francese. Tra i più recenti volumi Verso l’Ospitalità Made in Italy (Roma, 2013) e Web marketing e destinazione ospitale (Milano, 2012).

Pietro Di Muccio de Quattro

“L’ideologia italiana”

Gli italiani non sanno di avere un’ideologia comune. Questo dialogo, mediante gli argomenti portati da due di loro, la mette in luce. I dialoganti sono inventati come personaggi letterari, eppure reali perché riflettono la mentalità dei viventi.
I loro nomi, Callido e Stolido, non escludono che Callido possa apparire sciocco a taluno, come Stolido sembrare sagace e talaltro. Comunque, dalla loro disputa viene fuori, alla stregua della colomba bianca dal panno nero del prestigiatore, un sistema di convinzioni politiche e morali che gli italiani nutrono ignari delle ineluttabili implicazioni e conseguenze, le quali, ciò nonostante, deprecano a dispetto della coerenza, dell’esperienza, della “verità effettuale”.

UN PRECEDENTE ISTRUTTIVO SUL NUOVO SENATO PREVISTO DALLA RIFORMA COSTITUZIONALE

di Pietro Di Muccio de Quattro
La Costituzione degli Stati Uniti, emanata nel 1787, stabiliva: “Il Senato degli Stati Uniti sarà composto da due Senatori per ogni Stato, eletti dal Legislativo locale per un periodo di sei anni; ed ogni Senatore disporrà di un voto” (Articolo I, Sezione III, Paragrafo 1). Cioè i Senatori degli Stati Uniti erano scelti (chosen by) dai parlamenti degli Stati della Federazione. Ne risultò, come efficacemente ha ricordato Ugo Genesio, un tale scandaloso e così diffuso sistema di corruzione parlamentare (legislative corruption), con un così indecente mercato di accordi sottobanco, scambi illeciti e irriferibili

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In presenza di una netta contrapposizione, in Europa, tra i difensori dello status quo, seppur rivisto con correttivi più o meno incisivi sull'assetto istituzionale, e i convinti assertori di una realtà valutata al tramonto, Società Libera ritiene che sia tempo di ripensare le criticità, i bisogni e il futuro della Ue.
Iniziamo con il ragionamento di un autorevole esponente della politica britannica, proseguiremo nelle prossime settimane con le riflessioni di Marco Patriarca ed altri componenti di Società Libera, che ci guideranno verso il convegno " Una strategia per l'Europa" che terremo in ottobre a Roma.

A PROPOSITO DI BREXIT

di Lord David Howell of Guilford
Al di là del clamore dei media sulle posizioni contrapposte riguardo al Referendum cosiddetto Brexit si sentono in giro un grande malumore e molte proteste. Queste ultime provengono dai tanti, forse dalla maggioranza, convinta che il referendum stia diventando un dibattito sbagliato per un problema sbagliato.

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TRE PROPOSTE SULLA GIUSTIZIA

di Pietro Di Muccio de Quattro
Nel luglio 2014, appena il Governo istituì l’indirizzo ‘rivoluzione@governo.it’, invitando i cittadini a fornirgli idee per la riforma della giustizia, inviai una email con le tre proposte che seguono.

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Una ripresa alimentata da debiti

di Mario Lettieri - Paolo Raimondi
Negli Usa ritorna la paura di nuove bolle simili a quella legata ai mutui subprime che, nel 2008, fu la causa principale dello scatenamento della crisi finanziaria globale. Molti mutui furono concessi senza tenere in considerazione la reale capacità di pagamento di molti sottoscrittori. In seguito, i titoli suddetti furono utilizzati come base per altre operazioni ad alto rischio, i derivati finanziari. La montagna di titoli virtuali, così creata, crollò su se stessa quando la percentuale dei mancati pagamenti e dei fallimenti individuali divenne insostenibile.

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Guardia alta contro le mafie

di Vincenzo Olita
Le mafie esistono, sono una realtà una seria realtà si muovono coerentemente con i propri criminosi obiettivi, fanno il loro lavoro.
Ma siamo altrettanto certi di attermare le stesse cose sul contrasto da parte dello stato e delle sue articolazioni periferiche? Questo in sintesi l'interrogativo posto da Società Libera nel volume che contempla, tra gli altri, saggi del Prefetto Luigi De Sena, del Criminologo Ernesto Savona, del Ministro Maria Carmela Lanzetta e del Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti.

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IL MANIFESTO LIBERALE SUL CRIMINE ORGANIZZATO

Il rapporto tra Stato e criminalità si è sviluppato all'interno del binomio 'troppo stato' - 'poco stato'. Da una parte il 'troppo stato' ha contribuito ad alimentare le organizzazioni criminali attraverso la spesa pubblica, l'elefantiasi degli apparati burocratici e la complessità della regolazione normativa, dall'altro il 'poco stato' ne ha sviluppato il ruolo di mediazione dei conflitti.

Il controllo penale non basta; se resta solo, fa funzioni di supplenza alla mancanza di una efficace attività di prevenzione. Questa dovrebbe passare per una robusta deregolazione della presenza dello Stato nelle sue articolazioni burocratiche e regolative, una costante e massiccia pratica della legalità dove dovrebbero costituire comportamenti esemplari proprio quelli degli apparati politico-burocratici, unitamente ad una maggiore etica della responsabilità individuale e collettiva da parte della dirigenza del Paese nel suo insieme.

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AL MERCATO DELLA RESPONSABILITA'

di Ralf Dahrendorf
Chi nel 2009 parla "della crisi" non ha bisogno di spiegare aI suoi lettori o ascoltatori di che cosa si tratti. E le spiegazioni del crollo socio-economico sono così varie quanto le reazioni alla crisi stessa. Vanno dal troppo specifico al troppo generale e confondono più di quanto non spieghino.
All'estremità ultraspecifica di queste spiegazioni vi è la tesi che tutto quanto è successo nell'economia mondiale dallo scorso settembre è riconducibile alla decisione del Governo americano di non proteggere la banca Lehman Brothers dall'insolvenza.

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Euro 14,00

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Proposte Editoriali


MANIFESTO DELLA LIBERTA'

Il movimento culturale "Società Libera" considera essenziali per un efficace sviluppo della comunità i tre parametri che hanno contraddistinto il cammino della Democrazia e del Liberalismo: libertà responsabilità individuale, uguaglianza delle opportunità
Convinto che sia la difesa della libertà individuale ciò che caratterizza il Liberalismo, ritiene che si abbia una politica liberale ogni qualvolta venga presa una misura che ampli la possibilità di scelta dell'individuo.
Contrariamente agli statalisti di tutti gli schieramenti, sostiene che l'economia di mercato debba difendere la più diffusa proprietà privata dei mezzi di produzione.

"Chi possiede tutti i mezzi stabilisce tutti i fini" F.A.von Hayek

IL MOVIMENTO DI OPINIONE
"SOCIETA' LIBERA"

PROPONE

1. L'abolizione dell'obbligo di iscrizione agli ordini professionali.

2. L'abolizione delle licenze di commercio e la loro sostituzione con un esame di idoneità.

3. L'abolizione degli articoli della Costituzione: 1, 41 (fini sociali dell'impresa), 43 (utilità generale dell'impresa), 59 (senatori a vita).

4. L'abolizione delle 'liste bloccate' nelle elezioni regionali.

5. L'abolizione del valore legale del titolo di studio.

6. L'abolizione dei concorsi e la libera scelta dei professori da parte delle singole università

7. L'obbligo, per lo Stato e gli Enti Locali, di smobilitare le partecipazioni azionarie nelle imprese.

8. La valutazione delle nomine dei membri delle Autorità di Garanzia da parte di un "public contest".

9. La privatizzazione di due reti Rai, mantenendo una rete di servizio pubblico.

10. L'obbligo per le testate giornalistiche di riportare la composizione delle quote di partecipazione finanziaria nell'impresa editoriale.

11. Un limite al cumulo delle partecipazioni societarie nelle imprese editoriali, intese come stampa e radiotelevisione.

12. L'abolizione del prelievo automatico, dalla busta paga, delle quote sindacali.

13. L'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti

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