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SOCCOMBE LA LIBERTA' INDIVIDUALE

Società Libera rende onore a Marco Pannella e si inchina all’Uomo esempio di libertà vissuta


Nelle sue tante battaglie ha saputo mirabilmente coniugare utopia e concretezza, a noi lascia il suo insegnamento, la sua responsabilità, il suo percorso di vita improntato alla passione della libertà da lui sempre praticata, mai chiacchierata.
Ha affiancato e sostenuto Società Libera fin dalla prima Marcia Internazionale per la Libertà delle Minoranze e dei Popoli Oppressi, rimarrà indelebile nella nostra memoria il ricordo di Marco che, nello scorso ottobre già in non buone condizioni fisiche, bagnato fradicio marcia con noi sotto una pioggia torrenziale.

Pur non condividendo fino in fondo alcune sue battaglie, noi di Società Libera riteniamo che Marco sia stato la concretizzazione di ciò che intendiamo debba essere un leader politico.
Anche per la sua amicizia verso Società Libera vogliamo e dobbiamo onorarlo partecipando alla commemorazione funebre in Piazza Navona, con le bandiere dell’Associazione listate a lutto.

Ci troveremo domani sabato 21 maggio alle ore 14 sotto il nostro ufficio di Piazza Rondanini, 52

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Societò Libera



UNA CENA TRA AMICI

In un Paese sostanzialmente fermo, Società Libera, in un quindicennio, ha costantemente operato per la difesa delle libertà individuali in ogni campo, favorendo con autorevolezza il dibattito culturale, suggerendo proposte.
Lo testimoniano tra l'altro:

  • 13 Rapporti annuali sulle liberalizzazioni
  • 10 Premi Internazionali alla Libertà
  • 8 Marce Internazionali per la Libertà dei Popoli oppressi a Parigi, Roma e Berlino
  • 96 Convegni
  • 46 Pubblicazioni
  • 290 Newsletter
  • Mostra itinerante "Il Cammino della Libertà"

Questo sforzo, naturalmente, necessita di supporto finanziario e, anche per questo, considerando che Società Libera non usufruisce né di contributi pubblici né di finanziamenti privati, daremo vita a Roma, Milano e Napoli a tre momenti conviviali funzionali all'autofinanziamento. E' un'occasione per incontrarci e, se lo riterrete, per incontrare anche vostri conoscenti interessati alla nostra attività e, quindi, potenziali aderenti a Società Libera.

  • Milano - Giovedì 26 maggio ore 20
    Chàteau Monfort - Corso Concordia,1

La quota di partecipazione è di 100 euro, oltre alla cena è prevista l’iscrizione nell'elenco "Amici di Società Libera" e l'omaggio di due volumi, tra cui la nostra ultima pubblicazione "Nutrire il Pianeta di Libertà".

Per ovvie ragioni organizzative le adesioni vanno inoltrate entro sette giorni antecedenti i rispettivi appuntamenti e, per i non soci, le quote di partecipazione, specificando la causale, versate tramite C/C bancario 23569630170 intestato a Società Libera.

Banca Intesa SanPaolo – Filiale di Roma – IBAN: IT85 W030 6905 0200 2356 9630 170

LE ADESIONI VANNO INVIATE A:  info@societalibera.org

In presenza di una netta contrapposizione, in Europa, tra i difensori dello status quo, seppur rivisto con correttivi più o meno incisivi sull'assetto istituzionale, e i convinti assertori di una realtà valutata al tramonto, Società Libera ritiene che sia tempo di ripensare le criticità, i bisogni e il futuro della Ue.
Iniziamo con il ragionamento di un autorevole esponente della politica britannica, proseguiremo nelle prossime settimane con le riflessioni di Marco Patriarca ed altri componenti di Società Libera, che ci guideranno verso il convegno " Una strategia per l'Europa" che terremo in ottobre a Roma.

A PROPOSITO DI BREXIT

di Lord David Howell of Guilford
Al di là del clamore dei media sulle posizioni contrapposte riguardo al Referendum cosiddetto Brexit si sentono in giro un grande malumore e molte proteste. Queste ultime provengono dai tanti, forse dalla maggioranza, convinta che il referendum stia diventando un dibattito sbagliato per un problema sbagliato.

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TRE PROPOSTE SULLA GIUSTIZIA

di Pietro Di Muccio de Quattro
Nel luglio 2014, appena il Governo istituì l’indirizzo ‘rivoluzione@governo.it’, invitando i cittadini a fornirgli idee per la riforma della giustizia, inviai una email con le tre proposte che seguono.

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NUTRIRE IL PIANETA DI LIBERTA'

La complessa e drammatica situazione geopolitica, le condizioni esistenziali ed economiche di vaste aree del mondo necessitano di analisi e riflessioni improntate ad un razionalismo critico, in grado di superare il dilagare di demagogiche impostazioni e superficiali considerazioni.
È tempo di incrementare l’attenzione sulla primaria emergenza del pianeta: la privazione di libertà che, con diversa intensità e a vari livelli, coinvolge un terzo dell’umanità.
Il riconoscimento dell’ interdipendenza tra sviluppo e libertà, non ultima quella economica, crediamo che aiuti a comprendere le ragioni del mancato decollo e dei problemi di crescita di larghe fette del mondo, in cui una reale e compiuta società di mercato non ha avuto possibilità di affermarsi.
Nel pianeta è grande la fame di libertà e di rispetto dei diritti umani, rispondere ad esse è indispensabile se si vuole incidere concretamente sull’esistenza di miliardi di persone e soddisfare i bisogni e i sogni di individui e popoli.

Il volume raccoglie i saggi di: Andrea Bitetto, Edoardo Boncinelli, Luigi Caramiello, Tommaso Edoardo Frosini, Giovanni Giorgini, Luca Guzzardi, Marco Marchese, Vincenzo Olita, Marco Antonio Patriarca, Marco Ponti, Marco Romano, Alfonso Ruffo, Orlando Sacchelli, Pascal Salin, Ernesto U. Savona, Lorenzo Strik Lievers.

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Una ripresa alimentata da debiti

di Mario Lettieri - Paolo Raimondi
Negli Usa ritorna la paura di nuove bolle simili a quella legata ai mutui subprime che, nel 2008, fu la causa principale dello scatenamento della crisi finanziaria globale. Molti mutui furono concessi senza tenere in considerazione la reale capacità di pagamento di molti sottoscrittori. In seguito, i titoli suddetti furono utilizzati come base per altre operazioni ad alto rischio, i derivati finanziari. La montagna di titoli virtuali, così creata, crollò su se stessa quando la percentuale dei mancati pagamenti e dei fallimenti individuali divenne insostenibile.

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RAGIONANDO SU SOCIETA' LIBERA

di Marco Romano
Su in che cosa consista quella libertà implicita nel nome stesso di Società Libera esiste una sterminata letteratura che finisce per farne piuttosto un problema che consolidarne una definizione.
Ma in grandissima parte è in fondo figlia di Baruch Spinoza - la libertà è quella di poter manifestare il proprio punto di vista anche in contrasto con le leggi vigenti pur tuttavia rispettandole – e di lì sono poi scaturiti con gli illuministi i diritti alla persona, i diritti umani.

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LE REGIONI: ISTITUZIONI DA CANCELLARE PERCHÉ SUPERFLUE, COSTOSE, PERICOLOSE

di Pietro Di Muccio de Quattro
Nelle Regioni ordinarie, con il loro sostanziale fallimento istituzionale e politico, dal 1970 fino alla sciagurata riforma costituzionale del 2001, cosiddetta federalista, la classe politica, anche inseguendo i pazzi che volevano distruggere l’unità nazionale, ha ingrossato le competenze regionali, così creando degli staterelli di stampo preunitario. Rarissime in Italia sono le riforme per soppressione, mentre hanno successo le riforme per accrescimento. Di un ufficio, di un organo, di un ente, riformandoli se ne fanno due o gli si cambia il nome.

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le pubbliche amministrazioni possiedono la maggior parte delle aziende produttrici di servizi locali. capitalismo municipale è il nome che viene dato a questo fenomeno; è stato appurato e verificato che le aziende che ad esso fanno capo forniscono servizi di peggior qualità e di maggior costo rispetto a quelle di proprietà privata operanti in regime di concorrenza. molte delle aziende pubbliche sono cronicamente in perdita e gli enti proprietari sono costretti a ricapitalizzarle attingendo alla fiscalità locale.
Dei danni arrecati dal capitalismo municipale parte dell'opinione pubblica non è consapevole perchè succube del luogo comune secondo il quale proprietà pubblica delle imprese significherebbe salvaguardia dell'interesse generale, in contrapposizione a proprietà privata che proteggerebbe solo gli interessi privati. un equivoco fomentato da visioni ideologie e da interessi politici.
Questa pericolosa amalgama di potere è il modello di governo di fatto meno liberale che si possa immaginare per una società democratica. Un modello su cui Società Libera vuole avviare una riflessione e un ragionamento, affinchè si avvii una concreta campagna per sradicare questo regime che detiene larga parte del potere politico, economico e amministrativo e che non consente all'Italia di essere un'efficiente società aperta.

Guardia alta contro le mafie

di Vincenzo Olita
Le mafie esistono, sono una realtà una seria realtà si muovono coerentemente con i propri criminosi obiettivi, fanno il loro lavoro.
Ma siamo altrettanto certi di attermare le stesse cose sul contrasto da parte dello stato e delle sue articolazioni periferiche? Questo in sintesi l'interrogativo posto da Società Libera nel volume che contempla, tra gli altri, saggi del Prefetto Luigi De Sena, del Criminologo Ernesto Savona, del Ministro Maria Carmela Lanzetta e del Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti.

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IL MANIFESTO LIBERALE SUL CRIMINE ORGANIZZATO

Il rapporto tra Stato e criminalità si è sviluppato all'interno del binomio 'troppo stato' - 'poco stato'. Da una parte il 'troppo stato' ha contribuito ad alimentare le organizzazioni criminali attraverso la spesa pubblica, l'elefantiasi degli apparati burocratici e la complessità della regolazione normativa, dall'altro il 'poco stato' ne ha sviluppato il ruolo di mediazione dei conflitti.

Il controllo penale non basta; se resta solo, fa funzioni di supplenza alla mancanza di una efficace attività di prevenzione. Questa dovrebbe passare per una robusta deregolazione della presenza dello Stato nelle sue articolazioni burocratiche e regolative, una costante e massiccia pratica della legalità dove dovrebbero costituire comportamenti esemplari proprio quelli degli apparati politico-burocratici, unitamente ad una maggiore etica della responsabilità individuale e collettiva da parte della dirigenza del Paese nel suo insieme.

continua >>>

AL MERCATO DELLA RESPONSABILITA'

di Ralf Dahrendorf
Chi nel 2009 parla "della crisi" non ha bisogno di spiegare aI suoi lettori o ascoltatori di che cosa si tratti. E le spiegazioni del crollo socio-economico sono così varie quanto le reazioni alla crisi stessa. Vanno dal troppo specifico al troppo generale e confondono più di quanto non spieghino.
All'estremità ultraspecifica di queste spiegazioni vi è la tesi che tutto quanto è successo nell'economia mondiale dallo scorso settembre è riconducibile alla decisione del Governo americano di non proteggere la banca Lehman Brothers dall'insolvenza.

... continua >>>;;

Euro 14,00

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Proposte Editoriali


MANIFESTO DELLA LIBERTA'

Il movimento culturale "Società Libera" considera essenziali per un efficace sviluppo della comunità i tre parametri che hanno contraddistinto il cammino della Democrazia e del Liberalismo: libertà responsabilità individuale, uguaglianza delle opportunità
Convinto che sia la difesa della libertà individuale ciò che caratterizza il Liberalismo, ritiene che si abbia una politica liberale ogni qualvolta venga presa una misura che ampli la possibilità di scelta dell'individuo.
Contrariamente agli statalisti di tutti gli schieramenti, sostiene che l'economia di mercato debba difendere la più diffusa proprietà privata dei mezzi di produzione.

"Chi possiede tutti i mezzi stabilisce tutti i fini" F.A.von Hayek

IL MOVIMENTO DI OPINIONE
"SOCIETA' LIBERA"

PROPONE

1. L'abolizione dell'obbligo di iscrizione agli ordini professionali.

2. L'abolizione delle licenze di commercio e la loro sostituzione con un esame di idoneità.

3. L'abolizione degli articoli della Costituzione: 1, 41 (fini sociali dell'impresa), 43 (utilità generale dell'impresa), 59 (senatori a vita).

4. L'abolizione delle 'liste bloccate' nelle elezioni regionali.

5. L'abolizione del valore legale del titolo di studio.

6. L'abolizione dei concorsi e la libera scelta dei professori da parte delle singole università

7. L'obbligo, per lo Stato e gli Enti Locali, di smobilitare le partecipazioni azionarie nelle imprese.

8. La valutazione delle nomine dei membri delle Autorità di Garanzia da parte di un "public contest".

9. La privatizzazione di due reti Rai, mantenendo una rete di servizio pubblico.

10. L'obbligo per le testate giornalistiche di riportare la composizione delle quote di partecipazione finanziaria nell'impresa editoriale.

11. Un limite al cumulo delle partecipazioni societarie nelle imprese editoriali, intese come stampa e radiotelevisione.

12. L'abolizione del prelievo automatico, dalla busta paga, delle quote sindacali.

13. L'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti

Per leggere tutto il manifesto>>>

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