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SOCCOMBE LA LIBERTA' INDIVIDUALE

LA VIRTU’ DEI PARLAMENTI

“La moltitudine odierna delle leggi nuove, il moltiplicarsi quotidiano di migliaia di leggi, decreti, regolamenti, ordini, ha fatto sì che la parola legge non ha più alcun senso, che la legge è diventata un arbitrio, che la legge non è più una norma generale applicabile in modo duraturo a tutti, ma una regola arbitraria, creata volta per volta a regolare il caso singolo: la legge non è più ordine, certezza di vita, ma disordine, fomento di incertezza.. La virtù dei Parlamenti non consiste nel legiferare, ma nel discutere. Discutendo si vede che nove volte su dieci le proposte nuove sono erronee, sono riproduzioni di vecchi errori, di vecchie esperienze passate. La discussione ne mette in luce l’inconsistenza e fa andare a fondo. La virtù dei Parlamenti non si misura dal numero delle leggi approvate ma da quello delle proposte di legge abortite lungo il faticoso cammino della pubblica discussione.”

Luigi Einaudi

R.S.V.P
Società Libera
info@societalibera.org
tel.06.89538799

CONVEGNO

QUALE COSTITUZIONE PER UNA SOCIETA' LIBERA?

Martedì 22 Novembre ore 17,30

Senato della Repubblica
Palazzo Giustiniani - Sala Zuccari
Via della Dogana Vecchia, 29 – Roma

INTRODUCE

Vincenzo Olita - Presidente Società Libera

MODERA

Dino Martirano - Corriere della Sera

NE DISCUTONO

Luigi Compagna - Commissione Affari Esteri Senato
Stefano Dambruoso - Deputato Questore Camera dei Deputati
Pietro Di Muccio de Quattro - Direttore emerito del Senato della Repubblica
Tommaso Frosini - Ordinario Diritto Costituzionale, Pres. Comitato Scientifico Società Libera

La riforma della Carta straccia

di Piero Ostellino
Una cultura della «semplificazione e della velocità», come ha sottolineato l'ex presidente della Consulta, Valerio Onida, che andrebbe applicata alla pubblica amministrazione e non al sistema costituzionale, e che rispecchia l'insofferenza mostrata dal presidente del Consiglio nei confronti di qualsiasi intralcio, opposizione e difficoltà che possa mettersi di traverso e impedirgli di perseguire i suoi obiettivi. Regole del gioco e norme costituzionali comprese.

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RIFLESSIONI SULL’IPOTESI DI UN'EUROPA FEDERALE

di Marco Antonio Patriarca

Federalisti delusi

I federalisti vecchi e nuovi, quelli che hanno riempito di volantini le piazze e le università del Movimento Federalista negli anni ’60 e ’70 e i più autorevoli suoi sostenitori (Schumann, Coty, Chaban Delmas, Salvemini, Ruffini, La Malfa, Spaak, Kohl, inclusi Lothian, Keynes, Robbins, Adenauer, Genscher, Kohl e molti altri) che hanno tutti combattuto per l'ipotesi di un’unificazione politica federalista dell’ Europa, sono scomparsi.
Nel trattato di Maastricht (1992) e soprattutto in quello di Lisbona (2007), dopo il cocente fallimento del mostro costituzionale precedente di un decennio (‘94-‘95), bocciato da tutti gli europei che sono stati direttamente interpellati, nessuno sembra aver fatto tesoro della lezione; e in quei trattati non si trova un solo rigo sulla ipotesi federalista per l' Europa. Gli alti responsabili delle sorti dell' Unione...

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L’ECONOMIA AMBIENTALE E LA LIBERTA’

di Gabriele Caiati*
E’ noto che il pensiero liberale in campo economico si traduce nell’esistenza del mercato, visto come strumento della realizzazione della libertà individuale, e nell’aumento del benessere della società nel suo complesso.
La libertà individuale in economia si concretizza, innanzitutto, nella possibilità dei singoli di fare impresa e quindi di creare ricchezza sia per coloro che partecipano alla produzione, siano essi imprenditori, lavoratori, capitalisti e proprietari terrieri, sia per i consumatori che soddisfano i loro bisogni utilizzando i beni e i servizi prodotti. La stessa libertà prende corpo quando si realizza la concorrenza fra aziende, che consente a ciascun consumatore di pagare il prezzo più conveniente per acquistare il bene considerato più utile, fra le possibili opzioni presenti nel mercato.

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Russia e Giappone lavorano per realizzare a Vladivostok la porta per unire l'Eurasia all'area dell'Oceano pacifico

di Mario Lettieri* e Paolo Raimondi**
Non deve sorprendere se la dichiarazione finale del recente summit del G20 tenutosi a Hangzhou in Cina sia la solita retorica piena di belle parole e buone intenzioni. Come al solito sono gli Usa, anche con il sostegno non sempre entusiasta dell'Ue e dei Paesi europei, a dettarne il contenuto. Ciò stride non poco con gli interventi propositivi e concreti di alcuni altri attori, non ultimi la Cina, la Russia e il Giappone.

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LE ACROBAZIE DELLA CONSULTA

di Pietro Di Muccio de Quattro
Ovviamente ha soddisfatto tutti, dal Governo in giù, fino all'ultimo pensionato, la recentissima sentenza della Corte costituzionale che ha salvato il c.d. contributo di solidarietà sulle c.d. pensioni d'oro (173/2 016). Sono tutti contenti della decisione (esclusi, ancora ovviamente, i pochi colpiti) che dà un certo sfogo all'invidia piuttosto che supporto all'affermazione della giustizia.

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La Cina più forte degli Usa
Nel finanziare, a livello internazionale, la realizzazione di grandi opere infrastrutturali

di Mario Lettieri e Paolo Raimondi
«La situazione economica globale è difficile e i rischi di caduta persistono, come indicano le fluttuazioni dei prezzi delle commodity e la bassa inflazione in molte economie.. La volatilità eccessiva e i movimenti disordinati nei tassi di interesse possono avere delle implicazioni negative per la stabilità economica e finanziaria», si legge nella dichiarazione finale del summit dei ministri delle Finanze e dei governatori delle Banche Centrali del G20 del 24 luglio scorso a Chengdu in Cina. Volatilità finanziaria e incertezza economica che il G20 addebita soprattutto ai conflitti geopolitici, al terrorismo, ai flussi migratori e, da ultimo, agli effetti della Brexit.

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La "questione di fiducia": una questione aperta

di Pietro Di Muccio de Quattro
Il problema della "questione di fiducia", ignorato dalla riforma costituzionale, interessa poco o punto tanto i Sì quanto i No al referendum, sebbene sembri una grave svista o lacuna del testo Renzi-Boschi. Com'è noto la questione di fiducia, disciplinata soltanto dai regolamenti parlamentari, è la dichiarazione con la quale il Governo dà l'aut aut ad una Camera: o approva l'oggetto della votazione o il Governo rassegna le dimissioni.

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Guardia alta contro le mafie

di Vincenzo Olita
Le mafie esistono, sono una realtà una seria realtà si muovono coerentemente con i propri criminosi obiettivi, fanno il loro lavoro.
Ma siamo altrettanto certi di attermare le stesse cose sul contrasto da parte dello stato e delle sue articolazioni periferiche? Questo in sintesi l'interrogativo posto da Società Libera nel volume che contempla, tra gli altri, saggi del Prefetto Luigi De Sena, del Criminologo Ernesto Savona, del Ministro Maria Carmela Lanzetta e del Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti.

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IL MANIFESTO LIBERALE SUL CRIMINE ORGANIZZATO

Il rapporto tra Stato e criminalità si è sviluppato all'interno del binomio 'troppo stato' - 'poco stato'. Da una parte il 'troppo stato' ha contribuito ad alimentare le organizzazioni criminali attraverso la spesa pubblica, l'elefantiasi degli apparati burocratici e la complessità della regolazione normativa, dall'altro il 'poco stato' ne ha sviluppato il ruolo di mediazione dei conflitti.

Il controllo penale non basta; se resta solo, fa funzioni di supplenza alla mancanza di una efficace attività di prevenzione. Questa dovrebbe passare per una robusta deregolazione della presenza dello Stato nelle sue articolazioni burocratiche e regolative, una costante e massiccia pratica della legalità dove dovrebbero costituire comportamenti esemplari proprio quelli degli apparati politico-burocratici, unitamente ad una maggiore etica della responsabilità individuale e collettiva da parte della dirigenza del Paese nel suo insieme.

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AL MERCATO DELLA RESPONSABILITA'

di Ralf Dahrendorf
Chi nel 2009 parla "della crisi" non ha bisogno di spiegare aI suoi lettori o ascoltatori di che cosa si tratti. E le spiegazioni del crollo socio-economico sono così varie quanto le reazioni alla crisi stessa. Vanno dal troppo specifico al troppo generale e confondono più di quanto non spieghino.
All'estremità ultraspecifica di queste spiegazioni vi è la tesi che tutto quanto è successo nell'economia mondiale dallo scorso settembre è riconducibile alla decisione del Governo americano di non proteggere la banca Lehman Brothers dall'insolvenza.

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Euro 14,00

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Proposte Editoriali


MANIFESTO DELLA LIBERTA'

Il movimento culturale "Società Libera" considera essenziali per un efficace sviluppo della comunità i tre parametri che hanno contraddistinto il cammino della Democrazia e del Liberalismo: libertà responsabilità individuale, uguaglianza delle opportunità
Convinto che sia la difesa della libertà individuale ciò che caratterizza il Liberalismo, ritiene che si abbia una politica liberale ogni qualvolta venga presa una misura che ampli la possibilità di scelta dell'individuo.
Contrariamente agli statalisti di tutti gli schieramenti, sostiene che l'economia di mercato debba difendere la più diffusa proprietà privata dei mezzi di produzione.

"Chi possiede tutti i mezzi stabilisce tutti i fini" F.A.von Hayek

IL MOVIMENTO DI OPINIONE
"SOCIETA' LIBERA"

PROPONE

1. L'abolizione dell'obbligo di iscrizione agli ordini professionali.

2. L'abolizione delle licenze di commercio e la loro sostituzione con un esame di idoneità.

3. L'abolizione degli articoli della Costituzione: 1, 41 (fini sociali dell'impresa), 43 (utilità generale dell'impresa), 59 (senatori a vita).

4. L'abolizione delle 'liste bloccate' nelle elezioni regionali.

5. L'abolizione del valore legale del titolo di studio.

6. L'abolizione dei concorsi e la libera scelta dei professori da parte delle singole università

7. L'obbligo, per lo Stato e gli Enti Locali, di smobilitare le partecipazioni azionarie nelle imprese.

8. La valutazione delle nomine dei membri delle Autorità di Garanzia da parte di un "public contest".

9. La privatizzazione di due reti Rai, mantenendo una rete di servizio pubblico.

10. L'obbligo per le testate giornalistiche di riportare la composizione delle quote di partecipazione finanziaria nell'impresa editoriale.

11. Un limite al cumulo delle partecipazioni societarie nelle imprese editoriali, intese come stampa e radiotelevisione.

12. L'abolizione del prelievo automatico, dalla busta paga, delle quote sindacali.

13. L'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti

Per leggere tutto il manifesto>>>

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