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Cavour, la borghesia e il buongoverno

Camillo Benso, conte di Cavour (1810-1861).
Nato a Torino, Camillo di Cavour fu ufficiale del genio ma presto abbandonò la vita militare per darsi ai viaggi e allo studio dell'economia politica. Fondatore del giornale "Il Risorgimento", nel 1848 venne eletto deputato nel parlamento sabaudo. Divenne quindi ministro dell'agricoltura e poi dell'economia, fino a diventare presidente del Consiglio nel 1852. Dopo essere riuscito ad imporre la "questione italiana" all'attenzione del mondo in occasione del Congresso di Parigi del 1856, qualche anno dopo fu il vero artefice dell'unificazione, che egli costruì gestendo con grande abilità (e molta fortuna) gli slanci e le ambizioni di Garibaldi e di Napoleone III. Fautore dell'economia di mercato, nel corso degli anni Cinquanta del XIX secolo Cavour diede un contributo importante alla modernizzazione della struttura produttiva piemontese. Innovò l'agricoltura, ma soprattutto comprese l'importanza del sistema creditizio e delle ferrovie.

Marco Minghetti (1818-1886).
Statista e uomo eminente della Destra Storica, Minghetti fu l'unico vero erede di Cavour e il miglior interprete di quegli ideali di buongoverno e sana amministrazione che già erano stati al centro della pratica amministrativa cavouriana. Prima ministro dell'Interno (1860-61) e poi delle Finanze (1862-63), fu presidente del Consiglio in due importanti occasioni della storia unitaria ed ebbe il grande merito, nel 1876, di realizzare il pareggio di bilancio. Intelligente interprete del liberalismo conservatore di metà Ottocento, fu autore di un importante volume sulle Relazioni della Chiesa con lo Stato e del primo studio nell'Italia unita sul ruolo e l'azione dei partiti politici.

Quintino Sella (1827-1884).
Ingegnere, matematico, finanziere e statista, fu personalità di primo livello della Destra Storica e ministro delle Finanze in varie occasioni. Pur sapendo di andare incontro a grande impopolarità, introdusse la "tassa sul macinato" e quella sulla "ricchezza mobiliare", con l'obiettivo di risanare la finanza pubblica.





Caricatura della Triplice Alleanza del Pappagallo di Bologna.
Questa simpatica caricatura apparsa il primo settembre 1888 sul giornale emiliano evidenzia l'egemonia della Germania all'interno della Triplice Alleanza fra Italia, Austra-Ungheria e impero tedesco deciso nel 1882 in contrapposizione al blocco diplomatico costituito da Gran Bretagna, Francia e poi Russia.

 

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