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Sole 24 ore – 11-5-2008

Se in italia liberalizzare resta sempre un miraggio

Di Franco Locatelli.

Dopo le lenzuolate di Bersani e la rivincita elettorale dei tassisti di Roma sulla giunta Veltroni che fine faranno le liberalizzazioni nella nuova stagione politica?
Per capire che cosa può succedere bisogna partire dalla pagina 109 del best seller di Giulio Tremonti, “la paura e la speranza”.
Scrive il nuovo ministro dell'economia: “l'europa deve (e può) fermare l'uso indiscriminato e autolesionista dei suoi strumenti anti-aiuti e anti-trust; questi vanno usati con ragionevolezza (è la rule of reason, da sempre applicato negli Usa), solo contro i sussidi e contro i cartelli e i monopoli che danneggiano davvero i consumatori e non invece contro le operazioni che fanno crescere le industrie e il mercato europeo”.
Che cosa significa in concreto per l'Italia?
Che la politica delle liberalizzazioni subirà una decisa correzione di rotta, come si intuisce anche dalle prime dichiarazioni dello stesso Tremonti e dal nuovo ministro per lo sviluppo, Claudio Scajola.
Proviamo a fare qualche esempio del nuovo paradigma della concorrenza:
1. è improbabile che la rete gas della Snam venga scorporata dall'Eni;
2. è plausibile che il Governo (con la benedizione dell'Antitrust) chiuda un occhio sugli effetti monopolistici di un'eventuale fusione Alitalia-Air One sulla tratta Roma-Milano;
3. le banche (forse le assicurazioni) e le compagnie petrolifere devono sentirsi sotto attacco perchè sui costi dei servizi finanziari e sulla rendita petrolifera il Governo promette battaglia;
4. sulla riforma delle professioni (che costituiscono un bacino elettorale formidabile) è difficile che arrivino sorprese;
5. sui servizi pubblici locali la partita è invece aperta e sarà interessante vederne gli sviluppi;
nella scorsa legislatura il centro-sinistra, con qualche apprezzamento del centro-destra, provò a smuovere le acque con la riforma Lanzillotta, ma vinsero le oligarchie comunali raccolte sotto le insegne della sinistra radicale e del partito dei sindaci.
Adesso però le parti si sono invertite ed è difficile fare pronostici.
In generale ha dunque qualche ragione l'associazione Società Libera, che nel suo nuovo rapporto annuale, che sarà presentato giovedì a Roma, sostiene che “le liberalizzazioni sono un miraggio” se non si cambia il tessuto istituzionale che fa da sponda alle lobby e alle corporazioni qualunque forma di deregulation.
Per cambiare musica ci vorrebbe un ferreo patto pro-concorrenza tra Governo e opposizione, ma, almeno per ora, il risultato elettorale non incoraggia soluzioni di questo genere.

 

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