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I partiti politici e la loro ingerenza nella giustizia e nell'amministrazione

PREFAZIONE

di Marco Minghetti

Questo libro ebbe origine da un fatto che in linguaggio parlamentare chiamasi fatto personale; poiché taluni giudicarono che in un discorso pubblico da me tenuto a Napoli l’8 gennaio 1880 vi fosse offesa alle prerogative del Parlamento. Laonde a me parve necessario di spiegare più chiaramente i miei concetti, e di mostrare che lungi dal voler menomare il prestigio delle nostre istituzioni, io ero sollecito di preservare da ogni corruzione. E non avendo potuto farlo colla parola viva dinanzi ai deputati nella Camera, pensai di supplirvi collo scritto. Che se mi mosse un sentimento di legittima difesa, pure ho cercato di serbarmi nei limiti della massima temperanza; e se il lettore trovasse ciò nonostante qualche traccia di pungente o di amaro, sappia che ciò è contrario ad ogni mia intenzione. Quello che ho dovuto fare per necessità si è di soffermarmi alquanto lungamente sul fatto personale. Ma pigliando quinci le mosse, ho inteso principalmente di esaminare un quesito generale dei più importanti e dei più ardui nelle scienze politiche: tanto più arduo in quanto che solo ora comincia ad essere studiato, ma nei più cospicui trattati di Diritto costituzionale non se ne trova quasi menzione.
Il problema è il seguente: - In qual modo si possa assicurare la imparzialità nella giustizia e nell’amministrazione sotto un governo di partito - Giovi dichiararlo più distintamente. Il Governo costituzionale, e più ancora il governo parlamentare, quale oggi prevale agli altri in molte parti dell’Europa e dell’America con varie forme, è sempre un governo di partito. Esso come ogni umana cosa ha pregi e difetti che gli sono inerenti, e per l’indole sua stessa inevitabili, quand’anche il partito che governa si tenga strettamente nella cerchia dell’azione politica. Ma ogni partito tende naturalmente ad uscirne e ad esercitare un’ingerenza indebita nella giustizia e nell’amministrazione, e ciò al fine di conservare e di estendere la sua propria potenza. Gli effetti che da questa indebita ingerenza derivano sono gravissimi, e producono perturbazioni e iattura ai diritti e agli interessi dei cittadini che le istituzioni libere sarebbero invece destinate a tutelare. Avvegnacché ogni costituzione ed ogni buon governo debba avere per iscopo di rendere la giustizia uguale a tutti, e di amministrare nel solo intento del pubblico bene: e questo è quel che più sta a cuore del popolo, il quale sente che da ciò dipende l’ordine, la sicurezza e la prosperità. Ma quando per gli influssi del partito che governa avviene il contrario, se il male giunge ad un certo grado, si può dire che la forma spegne la sostanza, e per usare una locuzione moderna vien meno il contenuto delle istituzioni.
I mezzi acconci a preservare una costituzione politica da questi mali, o a mettervi riparo quando siano già nati, sono diversi secondo i luoghi, i tempi, le circostanze. Io ho avuto di mira singolarmente l’Italia, ed ho indicato soltanto alcuni provvedimenti che mi parvero acconci nelle condizioni presenti della patria. Però sono tanto lontano dal presumere di aver dato una soluzione compiuta del problema, che anzi mi credo in obbligo di avvertire il lettore dell’opposto. Ciò solo affermo che se questo problema non sarà sciolto in modo soddisfacente, le costituzioni moderne non dureranno, e verranno travolte in ruina dalla pubblica animavversione come lo furono già i governi assoluti; la quale considerazione basta a chiarirne la importanza e la opportunità. Che se io fossi riuscito a fornire qualche argomento nuovo a coloro che dovranno in appresso studiare la materia, e qualche aiuto per andare al fondo, mi terrei pago di aver intrapreso questo lavoro: in così modesti termini è riposta ogni mia speranza.
Ma checché sia anche di ciò, la prima parte non è che la introduzione alla seconda, ed è quest’ultima soltanto che io raccomando all’attenzione del lettore.

Elenco testi

Prefazione

Prefazione dell’autore

Del governo parlamentare come governo di partito. Dei pregi e dei difetti che gli sono inerenti.

Di altri mali conseguenti dal governo di partito. Sulle indebite ingerenze nella giustizia e nell’amministrazione.

Se sia possibile un governo parlamentare senza partiti.

Dei rimedi.

Biografia