Teledemocrazia: Sudditi o Cittadini ?
5/2-Oggi: Unione europea
L'Unione Europea ha previsto un investimento, per il
quinquennio 1994-1999, di 67 miliardi di Ecu.
Il Consiglio dell'Unione ha richiesto la creazione di una
task-force sul modello di quella statunitense alla quale partecipino tutte le
industrie interessate dell'Unione europea, gli utilizzatori e i consumatori,
designati dal Consiglio e dalla Commissione. Per il momento è stato creato un
gruppo ristretto, il gruppo Bangemann. Ci sono i rappresentanti di 19 grandi
gruppi industriali ma non c'è nessuno che rappresenti consumatori e
utilizzatori. I primi punti affrontati dal Gruppo sono stati la tutela della
proprietà intellettuale e l'interoperatività delle norme tecniche per
l'accessibilità alle reti, e ciò all'interno di un programma che mira a
"sostenere i mercati privati, trovare il metodo per rafforzare mediante una
deregolamentazione del mercato, abolendo ostacoli tecnici e smontando i monopoli
pubblici". Il piano Bangemann propone dieci azioni, che vanno dal
telelavoro all’istruzione a distanza, dalle reti sanitarie agli acquisti
elettronici della pubblica amministrazione.
Al vertice del G7 sulla società dell’informatica, nel
febbraio ‘95 a Bruxelles, sono stati presi una serie di impegni: aprire i
mercati per consentire lo sviluppo di sistemi globali, perseguire l’inerconnettività
delle reti, assicurare l’accesso ai cittadini attraverso il servizio
universale, garantire ai fornitori di informazioni e di servizi il libero
accesso. Anche il G7 ha proposto una serie di progetti pilota.
Nel settembre ‘95 l’assemblea del Consiglio ha emanato
una risoluzione sulla democrazia informatica. Essa sembra tener conto di tutte
le preoccupazioni e le critiche sollevate negli ultimi tempi, attraverso
l’invito agli stati europei ed adottare disposizioni che impediscano i
monopoli, impongano obblighi di servizi nel pubblico interesse, costituiscano
un’autorità di controllo, controllino che le tecnologie non portino
l’esclusione, e si preoccupino di educazione e informazione. L’auspicio
esplicito è quello di una convenzione quadro.
Nel frattempo i grandi gruppi privati hanno iniziato le
operazioni di rafforzamento, anche in vista della definitiva liberalizzazione
del mondo delle telecomunicazioni a partire dal gennaio 1998. British Telecom ha
stretto un’alleanza con MCI, Unisource (consorzio di società spagnole,
olandesi, svedesi e svizzere) con AT&T, la francese Canalplus con
l’olandese Nethold. Sul fronte televisivo nel marzo ‘96 era stata stretta
un’alleanza tra la Bertelsmann tedesca, il francese Canal Plus e BskyB, la
televisione satellitare britannica di Rupert Murdoch. Dopo pochi mesi
l’alleanza è naufragata, ma Murdoch ha subito unito le sue forze a quelle del
gruppo che fa capo al tedesco Kirch.
Sul piano delle esperienze pratiche si segnalano in ogni modo
vari tentativi, in corso o in progetto, che vanno nella direzione della
partecipazione attiva dei cittadini e dell’accesso universale: in Gran
Bretagna, Danimarca, Svezia si preparano "città digitali" dove il
cittadino verrà consultato e poi inserito nei processi decisionali.
|
|