Teledemocrazia: Sudditi o Cittadini ?
5/3-Oggi: Italia
Da noi nel campo della telematica si deve lavorare
nell’incertezza legislativa, nel senso che la materia è regolamentata in modo
frammentario e lacunoso.
Il sistema delle telecomunicazioni è in gran movimento. Con
il d.l. n. 103/95 è stata recepita - in modo alquanto discusso (Cammarata,
1996) - la direttiva 90/388/CEE sulla concorrenza nei mercati dei servizi di
telecomunicazioni. Allorché si scrive sta per essere presentato il disegno di
legge Maccanico che vorrebbe liberalizzare il nostro poco concorrenziale
mercato, permettendo come negli U.S.A. alle stesse imprese di operare
liberamente nel campo della televisione e delle telecomunicazioni. Fissa delle
disposizioni antitrust e istituisce un’Autorità di controllo per il settore
delle telecomunicazioni. Il cablaggio del territorio non è più monopolio della
Telecom (che comunque nel frattempo porta avanti il progetto
"Socrate", di cablaggio di 19 città), e i Comuni dovranno fare una
gara per la concessione. Scrive il sottosegretario Vincenzo Vita (1996, p. 27):
"Il Paese dovrà essere diviso in bacini di utenza e le
aree più depresse dovranno essere incluse nei piani di cablatura ... la
gestione delle infrastrutture dovrà essere sottoposta a regime di
autorizzazione ... le regole antitrust devono riguardare anche i gestori delle
reti".
L’Associazione italiana internet provider riporta un dato
di 500 mila utenti Internet nel nostro paese, ma è un dato da prendere con le
molle. I fornitori di accesso sono più di trecento, e il 55% dei circa 1.800
siti grafici consultabili è di origine commerciale.
Da noi il videotel ha riscosso finora scarso successo, mentre
il televideo è ormai nel grosso delle case, ma come noto non ha natura
interattiva. A pagg. 351 e ss. del televideo ci sono alcune pagine sull'ordine
del giorno della Camera dei deputati, sulle convocazioni, e un paio di pagine
che illustrano ai cittadini alcune procedure parlamentari. E’ quasi concluso
il progetto Dbs della Camera: con l’acquisto di una scheda e collegando
l’antenna della tv al computer si riceverà un segnale emesso dalla Rai su cui
viaggeranno le informazioni parlamentari, mentre si sta lavorando ad un sito
Internet di Montecitorio.
Nonostante il ritardo bisogna però riconoscere che i
movimenti iniziali sembrano indirizzarsi verso il modello partecipativo. Un
centinaio di Comuni sono presenti su Internet, e una trentina di amministrazioni
stanno allestendo reti che si dovrebbero basare sui principi dell'accesso aperto
e del basso costo, con, per il momento, collegamenti gratuiti con Internet da
alcuni punti pubblici.
Si può citare l'ambizioso programma dell'amministrazione
Rutelli a Roma (l’assessorato alle politiche educative ha ad esempio
recentemente dislocato sul territorio 36 sportelli informatici, di cui cinque
assistiti da operatori, che permettono di accedere alle informazioni su lavoro,
formazione, orientamenti professionale, vita sociale, salute...), il sistema
Iperbole a Bologna, le reti civiche di Milano e Desenzano che puntano molto
sulla partecipazione dei cittadini, il progetto di Bergamo, il progetto Modena
network.
Iperbole è partito agli inizi del 1995. Tramite il pc da
casa e da alcuni chioschi pubblici è possibile collegarsi ad Internet,
domandare il testo di leggi e regolamenti, informarsi sulle procedure da seguire
per richiedere certificati, manifestare bisogni ed opinioni.
A Napoli la Stet e il Comune hanno stipulato un accordo che
dovrebbe portare ad una rete di servizi telematici riguardanti specialmente la
sanità (prenotazione delle prestazioni e dei ricoveri) e tributi locali
(pagamento telematico).
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